Secondo la mamma la figlia era disabile. Dopo 24 ore però trovano il suo cadavere e scoprono la brutale verità

La storia che vi stiamo per raccontare risale al giugno del 2015 ed ha avuto un eco internazionale, tanto da essere riportata dalle cronache di tutto il pianeta. Una storia che rasenta l’inverosimile. Il 14 giugno 2015 Dee Dee Blanchard fu trovata morta all’interno della sua casa a Springfield, in Missouri.

La donna era parecchio attiva nella sua comunità, aveva indetto tante campagne per aiutare la figlia affetta da distrofia muscolare e costretta sulla sedia a rotelle, colpita anche da leucemia linfoblastica e vittima dell’uragano Katrina. La città si è mobilitata molto per aiutare la ragazza, con il supporto dell’associazione di beneficienza Habitat for Humanity, difatti, aveva avuto una nuova casa e del soldi per la famiglia, nel tentativo di rendere meno precaria l’esistenza della giovane donna. Una donna ben voluta e assai stimata in città.

Ma la storia era ben diversa, e un post su Facebook ha cambiato tutto. Sul profilo social network della mamma Dee Dee infatti apparve un messaggio “La put***a è deceduta! ”. Allarmati da quei strani messaggi e dal fatto che le 2 donne non rispondessero, i loro amici hanno avvertito le autorità. E così che fu trovata Dee Dee Blanchard nella sua casa, ma di Gypsy non c’era nessuna traccia. Furono tantissime le supposizioni, in molti pensavano l’avessero rapita.

Ma in realtà si trovava a casa di Nicholas Godejohn, che si scoprirà essere il suo fidanzato dal 2012. La storia che ha raccontato dopo è davvero assurda. La ragazza non soffre di nessuna malattia, non ha bisogno della sedia a rotelle e non ha nemmeno diciannove anni ma 23. Presumibilmente è una delle vicende più strane della storia criminale.

Fin da quando era piccola Gipsy aveva dovuto lottare contro delle malattie croniche, e la madre le era rimasta sempre al suo fianco. Dee Dee parlava spesso anche in pubblico delle complicate malattie che affliggevano la sua bimba, tanto da essere diventata famosa nella sua cittadina. Entrambe apparivano di frequente insieme in programmi televisione, riviste e galà di beneficenza.

Per più di 10 anni Gypsy è rimasta seduta sulla sedia a rotelle, affrontando diverse terapie. Ma tutti i dettagli vennero alla luce in seguito all’omicidio. Anche se la mamma aveva dichiarato che la figlia avesse un male incurabile e che aveva le stesse capacità mentali di un bimbo, in realtà Gypsy aveva 23 anni e riusciva a camminare.

Alla ragazza le fu preclusa l’educazione scolastica e la madre cercava di farle credere di avere meno anni di quelli che aveva in realtà. Gypsy ha affermato che la mamma l’obbligava a vivere come una malata e come se avesse dei problemi mentali. Per lungo tempo sono riuscite così anche a convincere i dottori che le prescrissero tutte le cure, alcune anche notevolmente invasive. A causa di questi cocktail di farmaci perse anche parecchi denti. Una volta la bambina scappò via, ma fu ritrovata dalla madre che la minacciò.

Difatti la figlia era il pezzo più importante di questa terribile bugia. Alla fine Dee Dee raccoglieva tutti i frutti tramite la beneficenza dei suoi concittadini, e non soltanto. Come già detto nel 2012, la ragazza conobbe il suo fidanzato che soffre di una leggera forma di autismo. Con il passare del tempo la donna inizia a fidarsi e racconta tutto, da lì si pensa che nacque la pianificazione di questo delitto.

Gypsy e Nicholas adesso si trovano in carcere. E’ particolarmente orribile che una figlia abbia assassinato la mamma, ma quello che le aveva fatto passare lei presumibilmente le avrà segnato l’intera esistenza. Voi cosa ne pensate?

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