Multe a chi dà latte caldo e coperte ai senzatetto. Succede a Como

Como. Vietato chiedere l’elemosina. In più, sanzioni anche per chi viene beccato a portare cibo e bevande calde ai senzatetto.

Vietato chiedere l’elemosina. In più, sanzioni anche per chi viene beccato a portare cibo e bevande calde ai senzatetto. Questa l’ordinanza del sindaco di Como, Mario Landriscina, che sta facendo assai discutere. Il perché di tanto ‘astio’? Difendere il decoro urbano della città lombarda. Ed è arrivata già la prima denuncia.

Come si legge su Tgcom.it, difatti, i volontari dell’associazione WelCom – che si occupa di assistere i bisognosi della zona da circa 7 anni – hanno raccontato: “Ci è stato detto che fino al 10 gennaio non ci è possibile portare un piccolo simbolo d’amore a queste persone perché in vista del Natale non è decoroso. Ci hanno impedito di offrire la colazione alle persone che dormono all’aperto“.


Mario Landriscina, sindaco di Como.

Per l’amministrazione di Como, però, l’ordinanza è ‘sacrosanta’, in quanto i senzatetto accampati sotto i portici dell‘ex Chiesa di San Francesco mettono a disagio turisti e visitatori, specialmente in questo periodo di Natale. La Polizia Municipale, ottemperando all’ordinanza del sindaco, hanno già emesso multe da 50 a 300 euro e hanno sequestrato i cartoni dove i clochard riposavano.

Il sindaco del centrodestra ai volontari ha replicato così: “A Como ci sono strutture per l’accoglienza dei senza dimora durante le ore notturne”.

La Caritas, però, si è già scagliata contro il sindaco comasco: “Faccia un passo indietro e magari accolga queste persone perché possano vivere un Natale dignitoso“.

Il direttore Roberto Bernasconi ha affermato che “in città le feste sembrano essersi ridotte a un fatto meramente commerciale dimenticando i drammi durissimi che ci stanno interessando da vicino: non soltanto i migranti, ma anche famiglie che non ce la fanno ad andare avanti, anziani sempre più soli, giovani che non riescono a capire quale sia il senso della loro vita, e un carcere sempre più dimenticato dove 500 persone sopravvivono, non vivono“.

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