Addio a ‘Blu’, il pappagallo di Rio che non troverà più la sua Gioiel: si sono estinti tutti

L’ ara di Spix (Cyanopsitta spixii), lo splendido pappagallo che ha ispirato il film di animazione “Rio” uscito nel 2011, è stato dichiarato estinto in natura . A rendere ancor più drammatico l’ annuncio della sua scomparsa, il fatto che altre 7 meravigliose specie di uccelli in rischio critico di estinzione hanno fatto la stessa fine negli ultimi 10 anni . E la causa , come è facilmente intuibile, è appunto dell’ uomo , fra devastazione degli habitat naturali, caccia e diffusione di specie invasive, che hanno sterminato quelle in pericolo o occupato le loro nicchie ecologiche, condannandole alla morte.

SPECIE IN ESTINZIONE

A determinare la sorte di questi pappagalli un team di ornitologi dell’ associazione BirdLife International e del Dipartimento di zoologia dell’ autorevole Università di Cambridge , che hanno usato un nuovo approccio statistico per analizzare lo stato di conservazione di 51 specie di uccelli in rischio di estinzione . Tenendo presenti fattori come tempistiche delle ultime osservazioni, gravità delle minacce e sforzi nella ricerca, gli studiosi coordinati dal dottor Stuart Butchart sono giunti alla conclusione che per 8 di essi l’ estinzione è già avvenuta, perlomeno in natura. Di ara di Spix, del resto, ne restano ancora un’ ottantina di esemplari in cattività, e proprio grazie ad essi gli scienziati sperano un giorno di riportarli in natura.

 

ULTIMI ESEMPLARI

Le altre sette specie condannate all’ estinzione sono il Cichlocolaptes mazarbarnetti, il Philydor novaesi, il Melamprosops phaeosoma, il Charmosyna diadema, il Vanellus macropterus, il Glaucidium mooreorum e l’ Anodorhynchus glaucus. Sono tutti uccelli dei quali l’ ultimo esemplare in natura è stato visto tra il 1998 e il 2004. Per il Melamprosops phaeosoma, un finguello endemico delle Hawaii conosciuto col curioso nome comune di poo uli, il 2004 è stato anche l’ anno della morte dell’ ultimo esemplare tenuto in cattività, perciò la sua circostanza è molto più drammatica rispetto a quella dell’ ara di Spix. Gli scienziati, che hanno pubblicato lo studio su Biological Conservation, sperano che i dati raccolti possano essere usati dalla IUCN per riclassificare le specie inserite, aggiornando il codice relativo allo stato di conservazione.

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